DAVID LYNCH - DIPINGERE IL CINEMA

Quest’opera analizza i primi, decisivi, anni artistici di David Lynch, il suo avvicinarsi alla pittura prima ed al cinema poi. Un passaggio consequenziale che non rappresenta un distacco netto dalle proprie radici. Per il regista del Montana il cinema è la logica conseguenza della propria evoluzione artistica. È il mezzo attraverso cui dare vita ai propri dipinti, veder muovere i personaggi dalla tela alla pellicola, poter raccontare le loro storie ma soprattutto poter mostrare il mondo interiore dell’essere umano.


Memore degli insegnamenti di Robert Henri, Lynch non riproduce la realtà così com’è, propone invece una visione del mondo filtrato dagli occhi e dalle menti dei protagonisti. Nel suo cammino artistico Lynch si lascerà guidare ed assimilerà le teorie e i temi di diversi artisti. Le maggiori influenze, che saranno determinanti per la costruzione dalla propria ideologia e del proprio stile, arriveranno da quattro pittori: Cézanne, Bacon, Magritte ed Hopper.


L’influenza dei quattro artisti sarà subito evidente nei primi, sperimentali lavori di Lynch, quelli sui quali si concentra la nostra attenzione e sui quali si svilupperanno i temi che attraverseranno tutti i futuri lavori del regista. La dettagliata analisi di 3 cortometraggi, i tre primi passi di Lynch nel mondo del cinema, Six Figures Getting Sick, The Alphabeth e The Grandmother, ci darà la possibilità di scoprire ed analizzare la molteplicità tematica del mondo lynchano, a partire dall’amore per il nero, il buio, le strutture, le lettere, la frammentazione del corpo, la deformazione fisica e mentale, l’analisi del dolore e del mistero, dell’individuo e delle sue contraddizioni.


Scopriremo la grande costanza di un autore spesso definito incostante, e la grande e profonda sensibilità di un regista troppo spesso e superficialmente accostato ad un mondo di perversione e di dannazione. Lo studio dei primi lavori di Lynch sarà fruttuoso poiché essi conservano una forte autonomia e spontaneità, non mediata o sporcata da influenze e necessità commerciali o di censura.


Ci troviamo, di conseguenza, di fronte alle opere più oneste e vere, lo specchio dell’anima e del pensiero del regista. Oltre ai tre grandi pittori, saranno importanti le esperienze di vita ed il forte contrasto tra l’infanzia idilliaca e il degrado cittadino cui il regista, negli anni della formazione artistica, assisteva quotidianamente dalle finestre della sua casa di Philadelphia. Un contrasto che sarà costante nel cinema di Lynch e che fornirà la base per lo sviluppo del mondo corrotto nascosto sotto la sua apparente purezza.


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Dipingere il cinema

Marco Martano